<<Perché?>>
Mi hanno risposto:
<<Obbedisci!>>
Non si possono fare domande.
Spiegazioni? No.
Scelte? Sì, certo.
Come la gazzella può scegliere
se correre per sempre
o farsi sbranare dal leone.
Sono confusa.
Lo stomaco si contorce,
il cervello si accartoccia,
i pensieri restano
sottovuoto.
Soffocati.
<<È così e basta. Devi fidarti.>>
Dicono.
Ma la mia anima
si logora,
diventa astratta.
Perdo la personalità.
Ma il dubbio,
il dubbio rimane.
Mi fissa.
Mi sussurra:
<<Perché non reagisci?
fammi uscire da qui, ti prego.>>
E così…
urlo.
Gonfio il petto così forte
da far esplodere tutto.
E intorno riecheggia il boato
del mio dubbio illecito
che ora parla
e nessuno
riesce più a zittire.

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