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QUI DOVE?

Sono qui. Qui dove? mi disse. Qui, vicino a te non lo vedi? No, vedo solo una panchina vuota e un piccolo passerotto. Sei scappato dal mio cuore, eri lì prima. Sì… ho pensato non avessi più bisogno di me. Ora sei grande, puoi fare come quel passerotto. Volare? Mi piacerebbe. Ma come posso fare? Cosa ti fa paura? Cosa ti impedisce di volare? Non posso volare non ho ali. Se è così sarò io le tue ali. Allora dove andiamo? ---------------------------------------------- Ciao! Sono Poesie Scontate , condivido pensieri, poesie e versi. Seguimi anche qui: Instagram | Facebook

E ALLORA SÌ

Quante volte mi son detto “perché no?” Quante volte “è amore?” – non lo so. Sempre in bilico, sospeso tra pensare e agire, tra bene e male, tra vendetta e perdono. Ognuno sceglie, ognuno ha il suo trono. E in questo limbo tra terra e mare io mi abbandono tra il dire e il fare. “Non c’è speranza” – mi dici spesso, “non si torna indietro adesso”. E allora sì alla vertigine sotto i piedi, a mandarti un bacio anche se mi vedi. Tremano le mani se tu mi osservi, ma anche tu non sai che perdi. E allora sì – vivere a metà non basta. Che venga pure la tempesta: stanotte ho solo te nella testa.

TUTTO SI TRASFORMA

Quante volte, guardandomi allo specchio, mi sono detta: “Se fosse sempre così.” Se la mia pelle non cambiasse forma, se i bei momenti si cristallizzassero, se bastasse uno sguardo per intendersi, se il mondo fosse chiaro e trasparente, se l’aiuto arrivasse spontaneo, allora ogni passo sarebbe più leggero. E invece spesso cerchiamo comprensione e troviamo muri di indifferenza. La vita scorre, veloce e implacabile, e nessuno potrà mai cogliere i tuoi silenzi, i tuoi sgomenti nascosti. Allora impari a scavare dentro te stesso, a lavorare sulle tue fragilità, sulle tue paure, e forgiare da solo la tua corazza, quel rifugio inviolabile dove nessuno potrà mai portarti via la pace. Non è un cammino facile: in molti si perderanno nel vittimismo, una pianta velenosa che sembra nutrirti ma ti consuma, ma tu non puoi, non devi permetterlo. Così, giorno dopo giorno, la tua forza cresce, l’autostima sale quel tanto che basta per osservare l’alba con occhi nuovi. Impari a cogliere il meglio da...

GIORNI VUOTI

Scorrono le giornate, non c’è tempo per pensare. Le ore corrono sull’orologio, ogni giorno si veste dello stesso grigio. Problemi, pensieri in loop, una corsa senza traguardo nella mia mente stanca. Poi arriva il weekend — ti fermi. Respiri. Cerchi un senso tra le pieghe di un tempo che non basta mai. Ti sforzi di cambiare qualcosa: una chiamata, un’uscita con un’amica, e all’improvviso si aprono strade, nuovi stimoli, come luce che filtra da una crepa nel muro. Capisci che tutto dipende da te. Che devi trovare quel tempo, non aspettarlo. Organizzare i pensieri, non subirli. Perché non è il ticchettio dell’orologio a dare il battito alla tua vita: sei tu, con le tue azioni, che puoi spostare le lancette. E allora, che ne farai del tuo prossimo minuto?

LA VOCE DI UN PICCOLO SOGNO

Nel silenzio e nella quiete, a volte nasce una piccola, timida idea. Si fa spazio piano, poi impertinente, come a dire: "Ehi, sono qui. Perché non mi consideri?" La ignori. Poi ci pensi. Appena, quasi per gioco. Ma quella vocina torna, insiste. Provi ad ascoltarla, come una madre che cerca di capire le parole confuse del suo bambino. Provi a capirla, a darle un nome, a tradurla in qualcosa di vero. Finché un giorno decidi: “Proviamoci.” La raccogli tra le mani, la lasci respirare. Scrivi, cancelli, torni indietro, ti blocchi. Passano i giorni. Incontri persone, parli, ti apri… e trovi finalmente la chiave. Inizia la nascita di un sogno. La vocina ti sorride. E tu… le fai l’occhiolino.