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MALEDETTA EMPATIA

ragazza pensierosa su un tram

Vedo mille volti.

Alcuni persi in loro stessi,

altri che guardano avanti,

altri ancora che bramano sapere.


E poi ci sono io,

in mezzo a tutto,

che osservo.


Leggo le loro espressioni,

noto il disappunto

per un "no" ricevuto,

una risposta non data.


E poi la gioia —

di un contratto firmato,

di un sogno che comincia.


Ogni giorno

mille dinamiche mutano:

volti che oggi piangono,

domani sorridono.


È dura,

sentire i sentimenti

di uno sconosciuto

e non poterlo aiutare.


Così come è bellissimo

vedere qualcuno sorridere dentro,

sentire la sua luce

passare attraverso di me.


Salgo su un autobus

e so esattamente:

chi ha il cuore pesante,

chi trattiene il pianto,

chi è leggero

e si sente amato.


Un turbine di sensazioni

che molti non possono capire.

Io sì.


Ma a volte

vorrei non sentire nulla.


Non capire

chi mi guarda con invidia

o gelosia,

non avvertire l’arroganza

dietro un sorriso finto.


Ma poi...

quando leggo il buono nelle persone,

quando vedo l’amore negli occhi 

di un uomo o una donna,

il sorriso autentico di un bambino,

anche solo per un attimo...

mi ricarico.

E respiro.

E continuo.

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