Quante volte, guardandomi allo specchio,
mi sono detta: “Se fosse sempre così.”
Se la mia pelle non cambiasse forma,
se i bei momenti si cristallizzassero,
se bastasse uno sguardo per intendersi,
se il mondo fosse chiaro e trasparente,
se l’aiuto arrivasse spontaneo,
allora ogni passo sarebbe più leggero.
E invece spesso cerchiamo comprensione
e troviamo muri di indifferenza.
La vita scorre, veloce e implacabile,
e nessuno potrà mai cogliere
i tuoi silenzi, i tuoi sgomenti nascosti.
Allora impari a scavare dentro te stesso,
a lavorare sulle tue fragilità,
sulle tue paure,
e forgiare da solo la tua corazza,
quel rifugio inviolabile
dove nessuno potrà mai
portarti via la pace.
Non è un cammino facile:
in molti si perderanno nel vittimismo,
una pianta velenosa che sembra nutrirti ma ti consuma,
ma tu non puoi, non devi permetterlo.
Così, giorno dopo giorno,
la tua forza cresce,
l’autostima sale
quel tanto che basta
per osservare l’alba
con occhi nuovi.
Impari a cogliere il meglio dalle persone,
a comprendere che anche loro
possono sbagliare,
a recidere le situazioni
che non cambieranno mai,
che portano solo dolore.
Ma tu lo sai:
in natura nulla si crea
e nulla si distrugge,
e tu...
tu sei parte di questo ciclo.
Sempre in moto, sempre viva.
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