Si spengono le parole,
non per orgoglio ma per stanchezza.
Guardo il mondo da un’altra prospettiva
e mi accorgo:
ciò che per me brilla come diamante,
per altri è solo vetro.
Difficile spiegare
a chi passando si è tagliato i piedi,
camminava scalzo,
senza guardare,
e non ha visto quei diamanti sotto di sé.
Li ha calpestati,
arrabbiandosi del dolore,
senza mai provare a raccoglierli.
Così fanno le persone:
ti calpestano
senza sapere chi sei,
solo perché una volta
sei stato tagliente,
e allora, per loro,
sei vetro.
E allora, perché un diamante
dovrebbe dimostrare che può brillare?
Perché faticare?
Oggi voglio essere vetro
trasparente, fragile, sincero
e domani, forse,
qualcuno vedrà in me
un piccolo, timido bagliore.
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