Oggi cammino saldo, domani mi perdo,
in un soffio, in un attimo, tutto cambia.
Bastano una parola, un gesto,
un momento infame
e il carosello si muove:
il normale diventa folle,
il folle sembra normale,
il cattivo indossa il volto del buono,
e il buono… se le prende.
Chi decide, allora,
chi stabilisce il confine?
Da che parte vuoi stare?
In quale punto di questa linea
ci sentiamo davvero normali?
Io non so se voglio esserlo,
normale, omologato, conforme.
Ho bisogno di ribellarmi,
di infrangere la linea,
di sentirmi viva
nella mia follia.
Perché la normalità, in fondo,
è l’unica cosa al mondo
a non essere normale.
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