Avanzano decisi,
verso quella che chiamano libertà,
senza mai chiedersi libertà da cosa,
libertà per chi.
senza mai chiedersi libertà da cosa,
libertà per chi.
Camminano in fila,
passetti misurati,
come se inciampare fosse peccato
e dubitare, un crimine.
Ostentano certezze
come spille al petto,
ma basta un’ombra di verità
e tremano dietro le cravatte.
Parlano a nome di tutti
perché si sono eletti portavoce
del buon senso,
del giusto,
del decoro.
Guai a contraddirli:
la tua voce da fastidio,
la tua rabbia è ingiustificata.
Snobbano pensieri diversi
con l'eleganza di chi
ha imparato a sputare
sorridendo.
Si ergono superiori
su piedistalli di carta,
intonano canti di giustizia
con gole impastate di silenzio
quando la giustizia urla davvero.
Fanno piccoli passi.
Sempre piccoli.
Sempre sicuri.
Mai dove serve andare.
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