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L'IMBARAZZO DELLA NOIA

“Una riflessione poetica sull’imbarazzo della noia: quel senso di colpa che arriva nel momento del riposo, quando la quiete diventa peso e vulnerabilità.”

C’è un tipo di imbarazzo
che non assomiglia a nessun altro:
arriva piano, fragile,
e si siede accanto a te
senza che tu l’abbia invitato.

Compare proprio quando
hai finito di faticare,
quando i compiti sono chiusi
e gli obiettivi segnati in silenzio.

È allora che ti sorprende,
come un’ombra gentile ma severa,
e ti punge il cuore
con un senso di colpa sottile.

Quel riposo 
così semplice, così umano 
ti sembra un furto:
al lavoro, al mondo, a te stesso.

E invece di respirare
resti sospeso,
nel disagio di non fare niente,
incapace di godere il sole sulla pelle
o la pioggia che tamburella sui vetri.

Ed eccolo lì, puntuale,
seduto al tuo fianco
come un vecchio conoscente:
l’imbarazzo della noia.

E mentre l’imbarazzo svanisce,
resto con me stesso
come si resta con un amico:
senza fretta, finalmente in pace.

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